Comune di Crispano
 
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SEZIONE DEDICATA AL CONSIGLIO COMUNALE

 

SEDE CONSIGLIO COMUNALE

SALA CONSILIARE RAFFAELE GALANTE

Via Pizzo delle Canne, 4 - Piano T

 

 

 

 

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

La natura elettiva e rappresentativa della Comunità locale ha indotto il legislatore a definire il ruolo e le competenze del Consiglio in termini di organo per eccellenza politico, titolare perciò sia della potestà di indirizzo che di controllo politico – amministrativo dell’ente.

La competenza si esplica attraverso atti “fondamentali” di natura normativa: statuto e regolamenti, convenzioni, e più in generale: piani, programmi e bilanci. Si tratta di atti intrinsecamente politici che danno concretezza all’indirizzo di governo.

Tale natura politica della competenza s’appalesa anche da una schematica osservazione del carattere degli strumenti e dei contenuti degli atti fondamentali, i quali vengono attribuiti dalla legge, con particolare riferimento all’art. 42 TU, al Consiglio Comunale:

- con lo statuto si tratteggia l’idea di Comunità, si enunciano i principi ed i valori fondanti che debbono ispirare l’azione dell’amministrazione, si dispongono le regole dei rapporti tra l’autorità comunale ed i diritti dei singoli e della società civile, mediante istituti e procedimenti partecipativi si definiscono le modalità di intervento e di concorso alle scelte politico-amministrative delle associazioni e delleorganizzazioni democratiche liberamente costituite ed operanti nella Comunità;

- con i criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi si disegnano i tratti portanti dell’organizzazione burocratica comunale;

- con il bilancio si decide l’indirizzo e lo sviluppo dell’intervento comunale; ad esempio, ponendo attenzione alle risorse sulla sua parte corrente, è possibile compiere scelte attente ad una politica di sostegno sociale, economico, assistenziale, educativo, culturale, sportivo sia con servizi a domanda individuale, sia rivolti all’intera Comunità o a fasce deboli di essa; inoltre, con riguardo alle risorse proprie o derivanti dal ricorso al credito, è possibile operare a favore di determinati interventi sulla realizzazione di nuove opere pubbliche e sulla manutenzione delle esistenti; oppure ancora ricercando un equilibrio tra le due tendenze;

- con il piano di governo del territorio (P.G.T.) si decide della vocazione edificatoria o meno del territorio, della sua destinazione d’uso, ed ha, quindi, la funzione precipua di assicurare la migliore composizione urbanistica dei singoli insediamenti e di indicare la futura configurazione del territorio comunale; pertanto, attraverso il PGT si delinea il rapporto ed il grado di vivibilità di una Comunità con il proprio territorio e con l’ambiente;

- con la determinazione degli indirizzi per la nomina dei rappresentanti comunali negli enti e nelle società strumentali e negli organismi sovraccomunali si qualifica la presenza del Comune, privilegiando una rappresentanza politica piuttosto che tecnica;

- con la stipula di accordi e di convenzioni con altri enti comunali o Provincali si partecipa in forma associata alla realizzazione e gestione di funzioni e servizi, quindi si incide direttamente sull’organizzazione dell’ente ed, inoltre, si interviene per consentire la creazione di un servizio che, se fosse assunto dal singolo Comune, potrebbe risultare inoperante per mancanza di strutture o di competenze interne, ovvero per potenziarlo o migliorarlo (tipico il caso del servizio di polizia locale svolto in associazione tra più Comuni o quello dello sportello unico per l’impresa ecc.);

- con la decisione di creare aziende speciali o società di capitali si indirizza la politica comunale verso un’organizzazione più esterna, propria di un ente che fa fare, riservando a sé il ruolo di indirizzo e di controllo sull’attività esternalizzata, piuttosto che di un ente che intenda mantenere un’attività svolta in modo diretto.

La funzione di controllo politico – amministrativo da parte del Consiglio comunale

Lo statuto comunale, in base alle disposizioni di legge, (art. 42, comma 3, TU), stabilisce le modalità attraverso le quali il Consiglio partecipa alla definizione, all’adeguamento e alla verifica periodica dell’attuazione delle linee programmatiche da parte del Sindaco e degli Assessori; una modalità in tale direzione è offerta dall’esame della relazione annuale che la Giunta redige sulla propria attività e sottopone all’esame del Consiglio comunale (art. 48, comma 2, TU).

Oltre all’istituto ed allo strumento delle interrogazioni, delle interpellanze e delle mozioni, di cui si tratterà più avanti, lo statuto comunale, se prevede la costituzione di commissioni consiliari, deve altresì prevedere forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, attribuendo loro la presidenza delle commissioni consiliari aventi funzioni di controllo (art. 44, comma 1, TU); infine, penetranti forme di controllo sono costituite dalle commissioni di indagine sull’attività dell’amministrazione che il Consiglio può istituire sulla base delle previsioni statutarie (art. 44, comma 2, TU).

Il regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale

Il funzionamento del Consiglio è disciplinato da uno specifico regolamento, approvato a maggioranza assoluta, il cui contenuto obbligatorio, nel quadro dei principi stabiliti dallo statuto, è direttamente dettato dalla legge (art. 38, TU). In particolare, il regolamento deve prevedere le modalità per la convocazione e

per la presentazione e la discussione delle proposte, deve indicare il numero dei Consiglieri necessario per la validità delle sedute con un minimo irriducibile della presenza di almeno un terzo dei Consiglieri assegnati per legge, escluso il Sindaco. La legge prevede che i Consigli siano dotati di autonomia funzionale e organizzativa organizzativa ed il regolamento deve fissare le modalità per fornire ai Consigli servizi, attrezzature e risorse finanziarie. Nei Comuni maggiori – sopra i 15.000 abitanti – possono essere previste strutture per il funzionamento del Consiglio, che decide autonomamente attraverso disposizioni regolamentari sulla propria attività nonché sulla gestione di tutte le risorse attribuite per il proprio funzionamento e per quello dei gruppi consiliari regolarmente costituiti (art. 38, comma 3, TU).

Le Commissioni Consiliari

Il lavoro del Consiglio può essere articolato in commissioni permanenti, costituite all’interno con criterio proporzionale, competenti per singole materie o gruppi di materie in base alle previsioni dello statuto, mentre il regolamento sul funzionamento del Consiglio ne stabilisce i poteri, l’organizzazione e le forme di pubblicità dei lavori (art. 38, comma 6, TU); il regolamento stabilisce altresì i casi per i quali le sedute del Consiglio e delle commissioni non possono essere pubbliche (art. 38,comma 7, TU).

Come già ricordato a proposito delle funzioni di controllo da parte del Consiglio comunale, in aggiunta alle commissioni permanenti il Consiglio può istituire, se lo statuto lo consente, anche commissioni di garanzia e di controllo, la cui presidenza è obbligatoriamente affidata alle opposizioni (art. 44, comma 1, TU).

Inoltre, il Consiglio comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, può istituire al proprio interno anche commissioni di indagine sull’attività dell’amministrazione (art. 44, comma 2).

 

Il lavoro del Consiglio può dunque assumere le caratteristiche parlamentari di un’assemblea la quale delibera e organizza i suoi lavori anche per il mezzo di organismi propri specializzati, come ad esempio le commissioni, nelle quali sono istruite le questioni da sottoporre all’esame ed al voto dell’assemblea.

 

- Riferimento: Autori Vari - ANCI - L’ORGANIZZAZIONE E IL GOVERNO DEL COMUNE - Note per l’Amministrazione locale -