Comune di Crispano
 
  »  Presidenza del Consiglio Comunale

Sezione dedicata alla Presidenza del Consiglio Comunale


Composizione:


  • Presidente:  


  • Vicepresidente: 

             


Introduzione alla Presidenza del Consiglio Comunale

Il Presidente del Consiglio comunale, eletto tra i Consiglieri, è un organo necessario per i Comuni sopra i 15.000 abitanti, da prevedere e disciplinare nello statuto e nel regolamento del Consiglio comunale. È, invece, un organo la cui istituzione è facoltativa nei Comuni di minore dimensione demografica (art. 39, comma 1, TU); ove non sia previsto dallo statuto, la convocazione e la presidenza del Consiglio comunale, sono di competenza del Sindaco (art. 39, comma 2). La figura del Presidente del Consiglio, quanto meno nei Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, è funzionale ad un sistema di ripartizione delle competenze tra gli organi di governo, fondato sulla distinzione e sulla separazione dei ruoli.

Nei Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, il sistema, come più volte ricordato, privilegia invece un rapporto di immedesimazione tra esecutivo e assemblea con la possibilità di nominare Assessori che sono anche Consiglieri e con il Sindaco che presiede, salvo diversa previsione statutaria, il Consiglio comunale.

Spettano al Presidente del Consiglio comunale i poteri di convocazione e di direzione dei lavori e l’obbligo di assicurare un’adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari ed ai singoli Consiglieri sulle questioni sottoposte al Consiglio (art. 39, cc. 2 e 4).

Se lo statuto non dispone diversamente, le funzioni vicarie del Presidente sono esercitate dal Consigliere anziano individuato secondo le modalità stabilite dall’art. 40 del TU (è Consigliere anziano colui che ha ottenuto la maggior cifra individuale di elezione(2)).

L’Ufficio di Presidenza

Lo statuto può tuttavia prevedere la costituzione di un ufficio di presidenza al fine di coadiuvare il Presidente e per l’esercizio delle funzioni vicarie. Al pari degli altri Consiglieri anche il Presidente del Consiglio può essere delegato dal Sindaco per la cura di affari particolari, purché non gli si attribuiscano anche poteri di gestione assimilabili a quelli degli Assessori e dei dirigenti (Guida agli enti locali, 13 settembre 2003, n. 35, Viminale Risponde).

Il Ruolo del Presidente

Il ruolo del Presidente è essenzialmente di garanzia per assicurare il corretto svolgimento dei lavori consiliari e delle prerogative dei Consiglieri. Se viene meno ai suoi doveri di garanzia può essere surrogato dal Prefetto nel caso abbia omesso di convocare il Consiglio e vi sia obbligato per la richiesta di almeno un quinto dei Consiglieri (art. 39, commi 2 e 5, TU).

Stante questa particolare funzione di garanzia, volta ad assicurare il corretto equilibrio tra i diritti della maggioranza, al Presidente del Consiglio comunale sono affidati compiti di garanzia nello svolgimento dei lavori d’aula, nella messa all’ordine del giorno degli argomenti e nelle votazioni (TAR Sicilia, Ct, I, 3640/2004), un equilibrio ispirato, da un lato, all’attuazione del programma di governo del Sindaco e della minoranza e, dall’altro, volto a rappresentare e svolgere il ruolo di opposizione. Di conseguenza, la revoca del Presidente può avvenire solo per motivazioni istituzionali e può trovare giustificazione solo in relazione ad un distorto esercizio della funzione stessa, che va ad incidere sulla sua neutralità (Cons. St., V, 3187/02).

La funzione del Presidente non può e non deve essere dunque strumentale all’attuazione di un indirizzo politico di maggioranza, ma è rivolta ad un corretto funzionamento dell’organo stesso con compiti neutrali, indipendentemente dalla circostanza che sia stato eletto dall’assemblea consiliare all’unanimità o solo a maggioranza (Cons. St., V, 114/2006). Ne scaturisce il principio per cui la deliberazione di revoca del Presidente del Consiglio comunale non può sostenersi su ragioni di natura politica, ma deve essere assunta in relazione allo scorretto operato del Presidente (TAR Campania, Sa, II, 114/2004); pertanto, la revoca

può essere causata che da un cattivo esercizio della funzione, che finisca per viziare la neutralità ed è esclusivamente con riguardo a questo parametro che si deve far riferimento e non al rapporto di fiducia politica (S. Molica, La revoca del Presidente del Consiglio comunale, Nuova Rassegna, 2003, n. 5, p. 508).

Non esiste perciò un rapporto fiduciario di natura politica del Presidente con la maggioranza che lo ha eletto o, comunque, con la maggioranza espressa dal Consiglio ed è dunque illegittima la revoca del Presidente motivata unicamente dall’apodittica affermazione del venir meno di tale rapporto (TAR Campania, Sa, III, 234/01). La revoca è giustificata soltanto dal venir meno della fiducia, sorretta da fatti e comportamenti, nei confronti della capacità ed imparzialità della persona che incarna l’organo (TAR Puglia, Le, II, 437/00).

Nel valutare la neutralità del Presidente il Consiglio gode di un’ampia discrezionalità di giudizio, che può essere sottoposto al vaglio di legittimità solo sotto il profilo della manifesta illogicità ed ingiustizia e l’evidente travisamento del fatto (Cons. St, V, 3187/02, cit.).

 

(2) La cifra individuale di elezione di ciascun Consigliere è data dalla somma dei voti di preferenza ottenuti personalmente e dei voti ottenuti dalla lista di appartenenza.

 

- Riferimento: Autori Vari - ANCI - L’ORGANIZZAZIONE E IL GOVERNO DEL COMUNE - Note per l’Amministrazione locale -